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Quando l’eredità è un biscotto |
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Il segreto che riguarda il giusto dosaggio e i tempi di cottura è gelosamente custodito dalle anziane signore e forse non sarà mai svelato, ma gli ingredienti di base del biscotto cegliese sono ormai noti. Ingredienti semplici come uova, zucchero e soprattutto mandorle e marmellata di ciliegia o di amarena, ma che hanno una peculiarità importante: devono essere del luogo.
Le mandorle, infatti devono essere principalmente della varietà cegliese (du riviézz, cioè del pettirosso, giacché è talmente tenera e succosa da essere fortemente gradita ai piccoli pennuti), le ciliege della qualità detta capa di serpa o mascialora o ancora cirasona e infine l’uva per la confettura quella caratteristica dei vitigni autoctoni brindisini.
Questi dolci tipici in passato erano indispensabili sulle tavole delle famiglie contadine in occasione delle feste importanti e dei banchetti nuziali, mentre oggi sono venduti in tutti i bar e le pasticcerie di Ceglie oltre ad essere offerti in tutti i ristoranti della zona in una versione magari non proprio originale ma comunque gustosa.
Tuttavia essi rappresentano una vera e propria eredità della tradizione artigianale e contadina della nostra terra, ecco perché dopo un lungo e articolato percorso U pescquet, nome con cui i locali chiamano questo biscotto di forma quadrangolare irregolare il 3 giugno 2010 ha finalmente ottenuto il riconoscimento di “Presidio” da parte di Slow Food.
Appuntamento quindi al Divingusto - Puglia Food & wine festival per assaggiare il biscotto cegliese e magari riuscire a carpire il segreto della sua bontà.
Consorzio Biscotto Cegliese
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